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domenica 17 maggio 2020

Lo Zibibbo di Pizzo: il vino antico delle Cantine Benvenuto

Si è tutti concordi nell'affermare che non può esistere un grande vino senza un grande territorio; clima, sole e geomorfologia sono infatti componenti indispensabili per un ottimo risultato, ma perché questo possa aspirare all’eccellenza c’è bisogno anche del capitale umano e della componente culturale che questo comporta. Lo Zibibbo è sia il nome di un vitigno a bacca bianca (chiamato anche Moscato d'Alessandria) che del vino che se ne ottieneL'etimologia della parola deriva dal termine arabo zabīb (زبيب) che vuol dire "uvetta" o "uva passita". La storia aziendale che stiamo per raccontarvi ha inizio in Abruzzo, regione nella quale nasce Giovanni Celeste Benvenuto, titolare delle Cantine omonime. Giovanni Celeste, nato da padre calabrese coraggiosamente emigrato nel centro Italia e da madre abruzzese, fin da piccolo respira l'aria di Calabria, cresce con i racconti del padre sulle vigne del nonno e sulla vita contadina calabrese. A soli 18 anni, con il solo intento di recuperare le vigne del nonno paterno, che appartenevano alla famiglia Benvenuto dagli anni '20 e che da sempre davano un'uva tipica del Sud Italia, lo Zibibbo, decide di trasferirsi a Francavilla Angitola, nel centro della Calabria ed a soli pochi chilometri dalla costa tirrenica e da Pizzo Calabro. Giovanni Celeste riesce a salvare solo alcune piante della storica vigna di Zibibbo (molte altre erano già compromesse) e ne reimpianta altre. E' caparbio, compie studi e ricerche sulla cultivar al fine di fornirle dignità storica ed identitaria. Dopo vari anni di studi e dopo vani tentativi Giovanni riesce ad ottenere l'autorizzazione alla vinificazione delle uve di Zibibbo ed il riconoscimento di Presidio Slow Food dello “Zibibbo di Pizzo”. E' lui stesso a rispolverare vecchi libri di biblioteche ed a scoprire che furono i Fenici a portare in Calabria le uve di Zibibbo e che le impiantarono sul promontorio di Pizzo dove erano presenti perfette condizioni pedoclimatiche per prosperare e per essere utilizzate nella produzione di un vino eccellente ed “unico” che, diversamente da quello “dolce” siciliano, risulta un vino “bianco secco da bersi a tutto pasto”. E' storicamente interessante citare, inoltre, una variante della classica tecnica di vinificazione dello Zibibbo di Pizzo, introdotta nel 1200 dai monaci Basiliani, i quali, per rendere il vino più longevo, aggiungevano alle uve di Zibibbo (particolarmente proteiche e quindi facilmente deperibili) quelle di Malvasia. Con lo Zibibbo Giovanni Celeste produce anche una buonissima birra, la Iga (Italian Grapes Ale), aromatizzata al mosto d'uva. Altra tradizione che Giovanni Celeste cercherà presto di far rinascere è quella della macerazione del vino nelle anfore, tipica del periodo magnogreco in Calabria. Tale tecnica prevede che il mosto rimanga a contatto con le bucce dell'uva all'interno di anfore di argilla.
Lo Zibibbo delle Cantine Benvenuto è un vino che esalta e valorizza questa terra. Dal colore giallo paglierino tenue con riflessi verdolini, dai profumi freschi e delicati, di fiori d’arancio, di agrumi, di pesca e melone, con una spiccata aromaticità e mineralità; il gusto, leggermente ammandorlato. Si accompagna perfettamente a ostriche e pesci a carne bianca (orate, saraghi), formaggi e pasticceria secca. Da poco Giovanni Celeste è entrato a far parte anche della FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che raggruppa viticoltori che soddisfano degli specifici criteri: coltivare le proprie vigne, imbottigliare il proprio vino curandolo personalmente, rispettando le norme enologiche della
professione, limitando l’uso di additivi inutili e costosi e concentrando la propria attenzione sulla
produzione di uve sane che non hanno bisogno del “maquillage” di cantina.

+info
Cantine Benvenuto
C.da Ziopà – Francavilla Angitola (VV)
Tel: +39 331 72 92 517
E-mail: info@cantinebenvenuto.it


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