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lunedì 15 giugno 2020

La Calabria delle Liste: i 5 malavitosi calabresi che cambiarono per sempre gli Stati Uniti d'America

Frank Costello, pseudonimo di Francesco Castiglia (Lauropoli, 26 gennaio 1891 – New York, 18 febbraio 1973)
E' stato un mafioso italiano naturalizzato statunitense legato a Cosa nostra statunitense, che fu soprannominato «primo ministro della malavita» dalla stampa statunitenseDa bambino, Costello emigrò negli Stati Uniti d'America con la madre e la sorella per unirsi al padre Luigi, che si era trasferito a New York prima di loro, e tutta la famiglia si stabilì nel quartiere di East Harlem. Fu qui che egli entrò in contatto con piccole bande di microcriminalità minorile, venendo arrestato una prima volta nel 1908 per aggressione e rapina, ma fu rilasciato perché le accuse furono ritirate; nel 1912 venne nuovamente arrestato per rapina ma le accuse decaddero e tornò in libertà. Castiglia disse alla polizia di chiamarsi Frank Costello, nel tentativo di nascondere che era già stato arrestato. Nel marzo 1915 Costello venne arrestato per possesso di un'arma illegale e venne condannato a undici mesi di carcere. Dopo la sua scarcerazione, Costello sposò una ragazza ebrea di nome Lauretta Giegerman ed entrò in contatto con i gangster Lucky Luciano, Meyer Lansky e Joe Adonis, iniziando così ad occuparsi del gioco d'azzardo e dello sfruttamento della prostituzione a Manhattan. Nel 1919 Costello, insieme con il suo socio Henry Horowitz, creò la Horowitz Novelty Company, una società per la produzione di bambole di plastica e lamette da barba che in realtà serviva principalmente per produrre slot-machines destinate alle bische. Nel 1920 Costello passò al servizio del gangster ebreo Arnold Rothstein insieme a Lucky Luciano, Al Capone, Meyer Lansky, Bugsy Siegel, Dutch Schultz e Jack "Legs" Diamond, con cui si occupò del contrabbando di alcolici e stupefacenti. Nel 1924 Costello si associò anche ai gangster Owney Madden e William Dwyer, che guidavano una banda criminale irlandese nel quartiere di Hell's Kitchen. Fu in questo periodo che Costello divenne noto come «primo ministro della malavita» per via dei suoi legami politici con la Tammany Hall, l'organizzazione del partito democratico a New York, con cui assicurava protezione politica alle sue attività illecite e a quelle dei suoi soci. Nel maggio 1929 Costello, insieme a Luciano e a Joe Adonis, era presente ad un incontro ad Atlantic City, a cui parteciparono gangster italiani ed ebrei, che concordarono strategie comuni per una divisione del contrabbando di alcolici e gettarono le basi per la creazione di un «Sindacato nazionale del crimine». Viene segnalato nei registri dalla Federal Bureau of Investigation un viaggio di Costello in Italia nel giugno 1932, il quale, dopo aver incontrato a Palermo i capi di Cosa Nostra Calogero Vizzini e Giuseppe Genco Russo, si recò in Calabria, sua terra d'origine, dove incontrò alcuni mafiosi nella città di Palmi riunitisi in un meeting, capeggiati dall'allora boss palmese Santo Corio, per accordarsi sulla spedizione di melassa prodotta legalmente in Italia e che serviva per la produzione di alcolici alla famiglia Luciano a New York. Nel 1932, dopo l'uccisione dei boss Joe Masseria e Salvatore Maranzano, Costello divenne il collaboratore più stretto di Lucky Luciano, che lo affiliò nella sua nuova «Famiglia», nominandolo consigliere e affidandogli il controllo del gioco d'azzardo a Manhattan; nel 1933 però Fiorello La Guardia, neoeletto sindaco di New York, applicò un giro di vite al gioco d'azzardo, facendo sequestrare e distruggere gran parte delle slot-machines di Costello, il quale le trasferì a New Orleans con l'approvazione di Carlos Marcello, boss mafioso locale, e con la corruzione di Huey P. Long, governatore della Louisiana. Nel 1936 Luciano venne arrestato per sfruttamento della prostituzione e condannato dai trenta ai cinquant'anni di carcere, continuando a gestire la sua Famiglia anche dalla prigione attraverso il suo luogotenente Vito Genovese; però nel 1937 Genovese dovette fuggire dagli Stati Uniti per evitare un'accusa di omicidio e così Costello divenne il nuovo capo effettivo e supervisore degli interessi di Luciano: grazie all'appoggio di Joe Adonis, Anthony Carfano e Michael Coppola, capidecina della Famiglia a lui fedeli, Costello controllava le slot-machines a New Orleans e in Florida attraverso Carlos Marcello e Meyer Lansky e altri racket a Los Angeles attraverso il gangster Bugsy Siegel. Infine nel 1946 Luciano venne espulso dagli Stati Uniti e così Costello divenne il boss della Famiglia, nominando il cugino Willie Moretti vicecapo. Nel 1951 Costello venne interrogato dalla commissione d'inchiesta sul crimine organizzato negli Stati Uniti del senatore Estes Kefauver, le cui udienze andarono in onda alla televisione; nello stesso anno però Willie Moretti venne assassinato su ordine della «Commissione» perché si diceva stesse parlando troppo dinanzi alla Commissione Kefauver; in realtà l'omicidio venne istigato da Vito Genovese, che aveva deciso di ristabilire il suo dominio in seno alla Famiglia danneggiando Costello. Rifiutandosi di rispondere ad alcune domande della Commissione Kefauver, Costello venne accusato di oltraggio alla corte e condannato a diciotto mesi di carcere; nel 1954 venne condannato a cinque anni per evasione fiscale, scontando però solo un anno perché la sentenza venne annullata. Nel 1957 Costello venne nuovamente arrestato per evasione fiscale ma venne scarcerato su cauzione; però il 2 maggio 1957 subì un agguato da parte di Vincent Gigante, killer di Genovese, che gli sparò alla testa mentre camminava verso l'ascensore nell'atrio del suo appartamento di Manhattan: Costello riuscì a salvarsi perché venne colpito di striscio e decise di cedere il comando della sua Famiglia a Genovese, ritirandosi a vita privata. Frank Costello morì il 18 febbraio 1973 per un attacco cardiaco all'età di 82 anni.

Albert Anastasia, nato Umberto Anastasio (Parghelia, 26 settembre 1902 – New York, 25 ottobre 1957)
E' stato un mafioso italiano naturalizzato statunitense, legato a Cosa nostra statunitense, che fu soprannominato The Mad Hatter e Lord High Executioner.
Umberto Anastasio nacque a Parghelia, all'epoca in provincia di Catanzaro (dal 1992 confluita nella neo-costituita provincia di Vibo Valentia), il 26 settembre del 1902. Nel settembre 1917 emigrò clandestinamente negli Stati Uniti d'America insieme al fratello Antonio, venendo assunto come scaricatore di porto a Brooklyn. Fu qui che Anastasio iniziò ad occuparsi di attività illecite insieme al fratello, venendo arrestato nel 1920 per l'omicidio di un collega, che fu da lui accoltellato; Anastasio venne condannato a morte, trascorrendo diciotto mesi nel braccio della morte del carcere di Sing Sing, ma la sentenza venne annullata perché i testimoni oculari ritrattarono la loro confessione. Anastasio tornò in libertà e decise di "americanizzare" il suo nome in Albert Anastasia, venendo nuovamente arrestato nel 1922 per omicidio, ma rilasciato perché le accuse decaddero; l'anno successivo venne arrestato per possesso di un'arma illegale, venendo condannato a due anni di carcere. Per via della sua sinistra "fama", Anastasia venne assunto come guardaspalle del mafioso siciliano Giuseppe "Joe" Masseria, venendo spregiativamente chiamato «il calabrese» per via delle sue origini. Durante il Proibizionismo Anastasia si unì alla banda del gangster Lucky Luciano, occupandosi del furto di camion carichi di alcolici destinati ad altre bande. Nel 1931 Anastasia faceva parte della squadra di killer che uccise Joe Masseria su ordine di Luciano, che voleva porre fine alla cosiddetta «Guerra castellammarese»; dopo aver fatto uccidere il suo rivale Salvatore Maranzano, Luciano fece collocare Anastasia nella Famiglia guidata dal boss Vincent Mangano, che lo nominò capodecina. Fu in questo periodo che Anastasia, insieme al gangster Lepke Buchalter, fondò la Murder, Inc., un gruppo di killer italiani ed ebrei che compivano omicidi a pagamento per conto della «Commissione». Nel 1940 però Abe Reles, uno dei killer della Murder, Inc., venne arrestato per omicidio e decise di collaborare con la giustizia per evitare la pena di morte, accusando i suoi sodali, compresi Buchalter e Anastasia, che per questo fu soprannominato "Lord high executioner" dalla stampa statunitense finché Reles venne ucciso facendolo cadere dalla finestra dell'hotel dove era tenuto sotto custodia. Per riabilitare la sua immagine, Anastasia si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale e divenne sergente tecnico, riuscendo a rimanere con le truppe di stanza in Georgia grazie alla corruzione dei suoi superiori. Nel 1951 Anastasia fece sparire Vincent Mangano e uccidere suo fratello Philip, venendo accettato dalla «Commissione» come nuovo capo della sua Famiglia, specialmente da Frank Costello, boss della Famiglia Luciano. Nel 1955 Anastasia venne condannato ad un anno di carcere per evasione fiscale e scontò la sua pena in un penitenziario del Michigan, continuando a gestire la sua Famiglia anche dalla prigione. Nel 1957 Anastasia scelse il suo capodecina Carlo Gambino come vicecapo dopo aver fatto assassinare il suo predecessore Frank Scalise; Gambino però si legò troppo a Vito Genovese, che mirava a prendere il comando della Famiglia di Frank Costello. Lo scopo dei due era quello di eliminare Anastasia e Costello per rilevarne le rispettive Famiglie: il 2 maggio 1957 Costello venne ferito di striscio da un killer di Genovese e decise di cedergli il comando della Famiglia. Infine Genovese e Gambino ordinarono anche l'omicidio di Anastasia: la mattina del 25 ottobre 1957, una decina di giorni in seguito all'incontro tra boss siciliani avvenuto al Grand Hotel et des Palmes, Anastasia andò dal suo barbiere al Park Sheraton Hotel, accompagnato dal suo guardaspalle, che però uscì subito perché d'accordo con i killer; appena si sedette sulla poltrona, entrarono due killer che lo uccisero a colpi di pistola. Dopo l'uccisione di Anastasia, il comando della sua Famiglia passò a Carlo Gambino.

Giacomo Colosimo, naturalizzato James Colosimo, noto anche con lo pseudonimo di Big Jim (Colosimi, 16 febbraio 1878 – Chicago, 11 maggio 1920)
E' stato un mafioso italiano naturalizzato statunitense, di Chicago, primo Boss riconosciuto della Chicago Outfit. Lasciò la sua terra natale, Colosimi in provincia di Cosenza, per raggiungere il padre, Luigi, emigrato prima di lui negli Stati Uniti. Sbarcato in America nel 1895, dopo aver fatto il garzone in una macelleria e lo spazzino, decise d'imporsi al mondo con l'astuzia e la violenza, iniziando ad occuparsi dello sfruttamento della prostituzione e del gioco d'azzardo. La ferocia che lo contraddistingueva nella gestione di bische, racket e prostituzione lo portò a diventare uno dei malavitosi più temuti di Chicago. Per difendere i suoi interessi minacciati da altri malavitosi, chiamò con sé suo nipote Johnny Torrio, che diventò il suo vice, e i due portarono ricchezza alla loro organizzazione, eliminando tutti i possibili nemici e corrompendo i poliziotti troppo curiosi. Nel 1920 negli Stati Uniti entrò in vigore il Volstead Act, la famosa legge che inaugurò il proibizionismo, ossia la messa al bando della produzione e della vendita di alcol. Torrio provò a convincere Colosimo a entrare nel giro del contrabbando, ma non ci riuscì. Johnny Torrio decise con l'avallo di Frankie Yale di assassinare Big Jim Colosimo, il quale aveva perso la testa, a più di quarant'anni, per un'attrice di 19 anni. Così Giacomo Colosimo venne ucciso l'11 maggio 1920 da Frankie Yale su ordine di Torrio, che prese il comando dell'impero criminale fondato da suo zio. Colosimo venne sepolto nel Cimitero di Oak Woods a Chicago, Illinois.

Rocco Racco (Grotteria, 1868 – Pennsylvania, 26 ottobre 1909)
E' stato un mafioso italiano naturalizzato statunitense, nato in Calabria ed emigrato in Pennsylvania e considerato come uno dei primi leader della Mano Nera.
Nato a Grotteria, in Calabria, Rocco Racco si stabilì in Pennsylvania nell'ultima decade dell'800. Racco fu uno dei primi esponenti della Mano Nera, un insieme di bande che praticava estorsioni all'interno delle comunità italiane nelle città statunitensiA lui sono stati associati numerosi crimini, come l'uccisione del guardacaccia Seely Houk, il cui corpo venne trovato nell'aprile del 1906 e che venne ucciso per un diverbio riguardante la caccia. L'omicidio attirò l'attenzione nazionale per via delle costanti minacce di morte ai testimoni del caso. Racco venne condannato a morte a New Castle, Pennsylvania, e venne ucciso per impiccagione il 26 ottobre del 1909. Il suo certificato di morte indica la sua età come 42 anni, il suo stato civile come sposato e i suoi genitori come Joseph Racco e Maria Commisso.

Frankie Yale, nato Francesco Ioele (Longobucco, 22 gennaio 1893 – New York, 1º luglio 1928)
E' stato un mafioso italiano naturalizzato statunitense. Nato a Longobucco, in provincia di Cosenza, il 22 gennaio 1893, giunse agli inizi del Novecento con la sua famiglia negli Stati Uniti d'America, dove presto entrò nella Five Points Gang di Johnny Torrio. In poco tempo divenne un temuto malavitoso e uomo di fiducia dello stesso Torrio. Con la partenza di quest'ultimo per Chicago, nel 1920 Yale divenne il capo della banda, dove proprio in quel periodo fece il suo ingresso il giovane Al Capone. Conosciuto per la sua bontà con gli amici e per la sua crudeltà verso i nemici, col passare degli anni Yale accresceva sempre più il suo potere. Fu sospettato dell'omicidio di Big Jim Colosimo nel 1920, su ordine dello stesso Torrio e di Capone, che nel frattempo si era trasferito a Chicago. Nel 1923 e nel 1924 fece eliminare dai suoi sicari i gangster irlandesi Bill Lovett e Dean O'Banion. Quest'ultimo omicidio fu compiuto per fare un favore a Torrio e Capone, con la complicità di altri due killer. Nel giorno di Santo Stefano del 1926 Yale e la sua banda distrussero quel che restava della Mano Bianca irlandese, e da quel momento in poi divenne il padrone assoluto di Coney Island. Presto però sorsero col suo ex-sicario Al Capone dei dissidi sul traffico dell'alcool, dal momento che Yale rapinava i camion del boss di Chicago prima che questi lasciassero New York. Il 1º luglio 1928 Yale fu attirato fuori dal suo bar di Coney Island con una trappola e venne massacrato a colpi di mitragliatrice Thompson a bordo della sua macchina. L'ordine era partito dal capo dei capi Joe Masseria. I principali sospettati dell'omicidio, furono Jack McGurn e James McLain. Yale riposa nel cimitero della Santa Croce a Brooklyn, New York.

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