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Il rituale calabrese della "Scirubetta" ed il suo indissolubile legame con il miele cotto di fichi.

"La neve e il suo magnifico silenzio. Non ce n’è un altro che valga il nome di silenzio, oltre quello della neve sul tetto e sulla terra".

Erri De Luca


In Calabria è tempo dei primi fiocchi, delle prime nevicate sui monti della Sila, del Pollino e dell'Aspromonte; per i calabresi il sostantivo femminile "neve" ha una sola traduzione: scirubetta !

Il nome scirubetta ha certamente origine turca, nel termine “sherbet”, a sua volta derivato dalla parola araba “sharbat” che significa “bevanda o gelato”. In italiano, secondo alcuni studiosi, le parole sorbetto e sciroppo deriverebbero proprio da questo termine arabo. La definizione di granita è inadeguata, poiché si faceva attraverso la lavorazione di lunghe lastre di ghiaccio, utilizzando un’apposita machinetta. Non è neppure un sorbetto, ché è fatto con l’aggiunta di latte ed altri ingredienti. La scirubetta è, in vero, la più antica forma di gelato e, probabilmente, la Calabria fu una delle prime regioni dell'Italia meridionale (grazie alle sue catene montuose) dove tale preparazione fu per la prima volta sperimentata ed ideata. Basti pensare che circa un secolo fa, nel centro storico di Cosenza c'era una via denominata la “vineddra da nivi” (oggi Via Spirito Santo) in cui si vendeva la neve raccolta in Sila proprio per permettere ai cittadini di assoporarne la scirubetta, preparata rigorosamente con miele cotto di fichi (meglio noto come mielata di fichi) o, in alternativa, caffè freddo o spremuta d'arancia.

La mielata di fichi è un condimento al 100% naturale, ottenuto dalla bollitura dei fichi, ed ancora oggi realizzata, seguendo l'antica ricetta cosentina, attraverso un lungo procedimento manuale che prevede l’utilizzo di soli fichi di Cosenza DOP e acqua, senza aggiunta di conservanti, coloranti o addensanti. La resa è bassissima considerando che occorrono circa 25kg di fichi per ottenerne 7 litri. Nello specifico i fichi vengono fatti bollire in acqua per più di 12 ore dopodiché si procede alla spremitura che avviene nel torchio, l'estratto ottenuto viene poi portato nuovamente ad ebollizione per circa 8 ore o comunque fino a che non assuma un colore scuro e l'odore caratteristico. Il segreto per una mielata di prima qualità è quello di utilizzare materie prime provenienti solo dalle migliori coltivazioni locali e lavorarle, rigorosamente a mano, secondo le antiche ricette gelosamente custodite solo dai migliori produttori”, afferma Anna GarofaloPresidente del Consorzio dei Fichi di Cosenza DOP.

Oltre alla preparazione della scirubetta e dei dolci tipici calabresi (turdilli, scalille, ecc.) il suo utilizzo in cucina è vastissimo. E' deliziosa sul gelato, sui formaggi oppure sulla macedonia. Ma il suo sapore lo rende un condimento perfetto anche per accompagnare piatti di carne e pesce.

E' importante sottolineare anche le proprietà terapeutiche di questo prezioso e dolce liquido, utilizzato fin dai tempi antichi quale espettorante, per curare la tosse ed il raffreddore.

La Garritano 1908, specializzata da più di 100 anni nella trasformazione dei fichi secchi, è tra i migliori produttori di mielata di fichi in Italia. L'azienda nasce nel 1908 nella vecchia Cosenza, a Corso Telesio, fondata da Pasquale Garritano, primo produttore e trasformatore di fichi secchi in città. Oggi ha sede in un moderno stabilimento a Montalto Uffugo, comune a pochi chilometri da Cosenza, ed è tra le più rinomate in Calabria per la lavorazione dei fichi di Cosenza DOP e la lavorazione artigianale del cioccolato.


+ info

Garritano 1908

Via Aristide De Napoli n.17

87046 – Montalto Uffugo (CS)

Tel: +39 0984 93 91 54

Sito web: www.garritano1908.com

E-mail: info@millenovecentotto.it


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