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mercoledì 18 marzo 2026

AQUILONI, PARAMOTORI E DRONI: A CAULONIA E STIGNANO LO SPETTACOLARE FESTIVAL DEL VOLO "VINCENZO RASCHELLA'"

Il Festival del Volo (aquiloni, paramotori e droni) dedicato a Vincenzo Raschellà, pioniere del volo, artista e inventore, Caulonia 1863 - New Jersey 1958. 

Il cielo della Locride diventa Internazionale: al via la IIIa edizione del Festival del Volo “Vincenzo Raschellà”. La Calabria si appresta a diventare il centro del volo acrobatico europeo. Dal 30 maggio al 2 giugno, torna il Festival Internazionale del Volo Vincenzo Raschellà, un’edizione 2026 che segna il definitivo salto di scala della manifestazione.


Quest'anno l'evento non celebra solo la memoria del genio cauloniese Vincenzo Raschellà, ma apre le porte al mondo. Il cielo della Locride sarà solcato da aquiloni, droni e paramotori provenienti da Algeria, Francia e Polonia, trasformando il lungomare in un palcoscenico globale di colori e innovazione tecnologica.

La grande novità è la sinergia territoriale: oltre agli appuntamenti storici di Caulonia (Lungomare, Località Scrongi e Auditorium), il Festival toccherà il suggestivo Castello San Fili a Stignano, unendo idealmente la costa con le eccellenze architettoniche dell'entroterra.


Tra laboratori creativi, esibizioni di aquiloni statici e acrobatici e lo spettacolo dei fuochi d’artificio tricolore, il momento centrale resterà l’evento speciale: la passeggiata storico-naturalistica a Collina Scrongi "Sulle orme del genio", per onorare il luogo dove, nel 1889, l'ingegno calabrese sfidò per la prima volta il cielo.

Con l'edizione 2026 la festa è letteralmente nell'aria” – dichiarano gli organizzatori delle associazioni Mattanusa e La Memoria Ritrovata. “La partecipazione di delegazioni estere e il coinvolgimento di Stignano dimostrano che il Festival è un attrattore turistico di primo livello per l'intera Regione.


Antesignano persino dei fratelli Wright, autori del primo volo aereo della storia nel 1903. Ironia della sorte sono proprio gli americani, grazie alla rivista scientifica “Science and Invention” nel 1931 a celebrare e presentare al pubblico di tutto il mondo un italiano di Caulonia che già dal 1885 lavorava alla realizzazione della sua prima macchina volante. Nel 1899 all’età di 36 anni, deluso per le disattese promesse del Ministero della Guerra e del principe di Napoli Vittorio Emanuele, decise di emigrare definitivamente in America.

Per anni, dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma, Vincenzo Raschellà si dedicò ad incredibili e spericolati esperimenti di volo lanciandosi da una collina in località Scrongi di Caulonia, dove era costretto a “rifugiarsi” per non essere deriso dai suoi concittadini che lo consideravano pazzo (Vici u pacciu).


Il suo primo aliante risale al 1885, quando tentò il volo per la prima volta ma con scarsi risultati. Occorrevano maggiore stabilità e una forza motrice. Con questa convinzione Raschellà si dedicò alacremente ad un nuovo velivolo: un apparecchio di 13 metri di lunghezza con un pallone a forma di sigaro, reso incombustibile e corredato di ali regolabili, sedile, pulegge, pedali ed eliche da azionare con la forza dei piedi. Analizzando gli studi di Leonardo, Montgolfier, Nadar e osservando il volo degli uccelli, riuscì a comprendere il fenomeno delle correnti d’aria e sfruttarle a suo favore.

Il 25 Settembre del 1889, giorno del suo ventiseiesimo compleanno, effettuò il suo primo volo grazie a quell’ apparecchio che chiamò “Il Falco”. Data la limitazione del terreno a disposizione per l’atterraggio, la traiettoria effettuata era di circa duecento metri ma nei successivi tentativi riuscì a restare in aria per molti minuti girando in tondo prima di atterrare. A conferma di tutto ciò, ci sono prove e documenti, tra cui un atto notorio firmato dall’allora Sindaco di Caulonia e da alcuni testimoni. Grazie a questa incredibile scoperta, si apre un nuovo, affascinante ed inedito scenario sulla storia del pionierismo del volo in Italia.

Raschellà è stato anche un apprezzato artista ed inventore. Oltre agli esperimenti in aviazione, ha realizzato quadri, dipinti e affreschi di pregevole fattura, in Italia e in America. Nel 1895 è tra gli artisti che hanno affrescato il Duomo di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno. Nel 1897 è finalista del concorso per la decorazione della Basilica di Sant’Antonio da Padova. Importante è un ritratto icona di Madre Cabrini, la Santa degli emigrati italiani in America. Due preziosi dipinti, l’Annunciazione e il Miracolo di San Domenico a Soriano del 1898, si trovano nella chiesa del S.S. Rosario e una tela raffigurante San Michele Arcangelo è conservata nella chiesa Matrice, a Caulonia.

Emblematici del suo ingegno sono anche le invenzioni americane tra le quali le “Wind Turbine” e il “Wave Motor” che prevedevano lo sfruttamento del vento e delle onde del mare per la produzione di energia alternativa!


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